Lettori fissi

venerdì 5 ottobre 2012

Incarichi, selezioni e professionalità di un illustratore.



L’illustratore è una figura professionale dai contorni piuttosto nebulosi. A volte si mescola con la figura del grafico, altre volte con quella del fumettista e altre volte, addirittura, con quelle dello stilista, dell’art director, del giurato e dell’opinionista.

A volte, fuoriesce anche dalla definizione di professionista… per quanto egli sia, generalmente, molto legato a questa qualità.

Ironia della sorte, al momento, mi sento di appartenere alla categoria degli opinionisti (ma esiste davvero?) anche se questo spazio, certo, non è un luogo di chissà quale frequentazione e anche se non mi sento di lasciare l’ambito del professionismo. Come volevasi dimostrare.
Certe cose mi toccano professionalmente, appunto, e ho voglia di parlarne.

Veniamo al dunque.

In questi giorni, facendo riferimento a facebook e ad opinioni che mi sono giunte direttamente anche in maniera diversa, si discute di un concorso: MULTIPLAYER SELEZIONE ARTISTICA.
Concorso? No, no. Selezione artistica. Lo dice il titolo. Anche la presentazione, tenuta sul blog di Roberto Recchioni, “Dalla parte di Asso Merril”, e scritta dal medesimo, non usa mai il termine “concorso”, bensì, selezione. A ragion veduta!
Va bene, ma “selezione artistica” per cosa? Una mostra? Un evento di qualche genere? No, niente di tutto questo. La selezione riguarda la possibilità di vedere pubblicata come copertina di un romanzo la propria opera. Sia chiaro, è previsto pure un compenso di tutto rispetto: ben 500€ (non voglio argomentare sul fatto che la cifra sia appena sufficiente o generosa…. Saprete certo il fatto vostro), con contratto di cessione diritti di pubblicazione e tutto il resto.
Infatti, a indire la selezione è un editore: multiplayer.it

Ma allora perché la cosa mi sembra così “sbagliata”?

Perché non è professionale.

Sono sicuro che in certi ambiti la pratica delle “prove aggratisse” per ritagliarsi uno spazietto nel marasma delle pubblicazioni e per ambire a definirsi, finalmente, dei professionisti, sia normale. Normale non solo in Italia. Ci sta.
Questo, però, non vuol dire che sia giusto, corretto o, tantomeno, professionale. Vuole solo dire che è la pratica usuale, il costume… o il malcostume?
Nel “mondo dell’illustrazione” le cose stanno un pochino diversamente.
Quando un editore di un certo spessore chiede una prova a un professionista per le illustrazioni di un volume che intende pubblicare, il più delle volte prevede un fee per la prestazione. Quali editori? Beh… Einaudi, Giunti, Hoepli, Oxford University Press, per citarne solo alcuni. Quando non è previsto un fee (certo, succede anche questo…) l’editore chiede la cortesia di avere una prova per capire se l’illustratore scelto possa andare realmente bene e per aggiustare il tiro: colori, genere, tratti particolari.
Tutto ciò avviene dopo che un art director, insieme a una redazione editoriale intera, abbiano visionato, studiato, verificato, vagliato, il lavoro di molti illustratori professionisti ed aspiranti tali, scegliendone uno o due o tre…
Se siamo in tre (numero indicativo che non somigli nemmeno a 100…), noi professionisti, possiamo decidere se accettare la selezione o meno. Se non dovessimo accettare, il lavoro della redazione e dell’art director ricomincerebbe daccapo. Ma che sbattimento!
Qui s’illumina la lampadina delle idee di un editore sfaticato: perché scegliere prima? Facciamo una “selezione” che somigli a un concorso e facciamo che si possano iscrivere tutti: professionisti e aspiranti illustratori. Geniale!
Magari chiedo a un altro professionista, non partecipante alla selezione, di farmi da filtro, una mezza specie di “giudice senza indice”, un megafono, con un nome “gustoso” nell’ambiente, e il gioco è fatto.
Si, qualche polemica e qualche polverone alzato dai soliti rompiscatole. Qualche flame sul blog del professionista che si prende la bega di pubblicizzarmi la selezione. Parte del gioco.
Al massimo prevediamo di scrivere due parole per calmare gli animi… anzi, sai che si fa? Si pubblicano alcune delle illustrazioni pervenute, così non solo li facciamo felici, abbiamo pure le illustrazioni senza spendere una lira di più. Fantastico!

Sia chiaro: tutto ciò è del tutto lecito.
Non sto dicendo che la multiplayer.it abbia fatto qualcosa di illegale.
Non sto dicendo che Recchioni abbia agito in modo disonesto.
Assolutamente no!
Tutto perfettamente lecito e fatto alla luce del sole.

Sto dicendo che tutto questo è il solito pastrocchio.
Brutto da morire.
E i pastrocchi non sono mai professionali.

Spostando il punto di vista, ci si ritrova in una folta compagnia di persone, di disegnatori, fumettisti, pinuppari, illustratori, coloristi, copioni, e chi più ne ha più ne metta.
Perché è così, davanti alla possibilità di vedere pubblicata una propria illustrazione sulla copertina di un romanzo, le difese si abbassano, la brama occupa il posto della ragione e l’unica cosa che resta sveglia è una certa quale competitività più o meno manifesta.
Salvo poi, a giochi fermi, accorgersi, tutti, di aver sprecato tempo ed energie.
La copertina scelta non corrisponde per niente ai requisiti richiesti agli illustratori.
Le opere selezionate, in almeno due casi su quattordici, soffrono di condivisibili accuse di plagio.
La quasi totalità delle stesse (senza nulla togliere agli autori) soffre di forti problemi di progettazione, per essere delle copertine.
Giustamente, chiunque abbia un minimo di professionalità e, non ostante questa, abbia avuto l’idea di partecipare alla selezione, alla fine, si lamenta o, nella maggior parte dei casi, sono sicuro, tace con disappunto.

Queste scritte qui sopra, ovviamente, sono opinioni del tutto personali. Vi invito, però, a prenderle in considerazione seriamente.  Le “selezioni” di questo tipo hanno una sola ragione di esistere: fornire all’editore un numero sovrabbondante di prove ottenute gratuitamente.
Inoltre, il livello è generalmente abbastanza basso per il motivo che nessun illustratore editoriale professionista vi parteciperebbe. Non lo farebbe per due motivi principali, tra gli altri:
  1. Le prove si pagano. Fanno parte della prestazione professionale offerta dall’illustratore. È possibile che se ne chiedano di gratuite come cortesia personale, non come prassi. (Si, sono d’accordo, per gli editori di fumetti è spesso prassi… ma non vuol dire che sia corretto.)
  2. Pochi illustratori professionisti possono permettersi il lusso di dedicare tempo a una selezione di questo tipo. Generalmente i concorsi (e non le selezioni…) che stuzzicano un illustratore professionista sono di tutt’altro genere.



Poi, le eccezioni esistono. Può anche darsi che io abbia torto. Decidete voi.
Per essere selezionati dagli editori esistono canali precisi e consolidati. Anche queste selezioni/contest possono avere un loro perché, dal punto di vista dell’illustratore, ma, certo, non può passare che questo è il meccanismo professionalmente corretto per affidare un incarico a un professionista.
Tutt’altro!


Saluti amorevoli.

PS- La controprova che quanto dico non è poi così fuori di testa? Guardate chi è arrivato ad essere selezionato per la pubblicazione all'interno del libro: come lo definisce magistralmente Fabio D'Auria, il genio dei troll.
Meditate, meditate...




Links:

9 commenti:

Daniele Solfrini ha detto...

Sono uno dei partecipanti al concorso.
Francamente non trovo che ci sia gran che da scandalizzarsi o da far caciara per la selezione operata da multiplayer.it: Le direttive erano chiare fin dalla prima comparsa dell'annuncio.
chi era contrario semplicemente non ha partecipato visto che, come leggevo nel post, aveva sicuramente cose più importanti da fare.

L'editore ha creato una selezione che, per le sue stesse caratteristiche, non poteva certo sperare di annoverare professionisti navigati del settore, ma dove sta scritto che sia sempre moralmente necessario creare eventi a cui possano partecipare anche i suddetti professionisti: Chiaramente la media generale dei lavori sarà più bassa, ma è quello che l'editore vuole ed è quello che ha ottenuto (nonostante alcune opere fossero davvero molto interessanti).

L'unica cosa che mi ha infastidito veramente è stata la vista di quel plagio orripilante, che ritrovo anche in questo post, scelto come una delle illustrazioni papabili di pubblicazione. Ho segnalato immediatamente la cosa sul sito e lo hanno cancellato in mattinata.

Trovo che l'unico vero errore dell'editore sia stato non avere qualcuno in grado di fare del serio editing.

GIANLUCA GAROFALO ha detto...

Opinione più che lecita, la tua, Daniele.

Nessuno scandalo, nessuna caciara, solo la legittima affermazione che questo modo di SCEGLIERE le illustrazioni per le proprie pubblicazioni è tutto, tranne che professionale e che è la manifestazione di un malcostume diffuso in grado di nuocere soprattutto a chi professionista non è.
Per quanto possa sembrare una ghiotta opportunità.

Neppure mi pare di aver scritto che sia moralmente necessario permettere la partecipazione dei professionisti navigati. Ho scritto proprio il contrario, anche se indirettamente: "...nessun illustratore editoriale professionista vi parteciperebbe."
Per dire che la speranza dell'editore era proprio di pescare dal mazzo, come fai giustamente notare tu, opere molto interessanti (che normalmente non avrebbe mai ottenuto se non richiesta personale o, ancora più correttamente, dietro il giusto pagamento. Come fanno regolarmente molti, molti, altri editori...).
Questo post sul mio blog ha lo scopo di mettere in guardia proprio chi professionista non è o lo è da poco e certi meccanismi professionali non li conosce. Certo che l'editore ha ottenuto ciò che voleva. Mi pare palese. Nessun dubbio a riguardo. Ma un aspirante illustratore è questo che vuole? Davvero?

Che per il fumetto questo meccanismo sia accettato, non vuol dire che noi illustratori, che col fumetto c'entriamo molto poco, si debba accettarlo a nostra volta. Sono mercati diversi. Molto diversi. Ed è facile che chi sia professionista in un campo possa essere assolutamente newbe nell'altro. Pacifico.

Inoltre, ti ringrazio veramente di cuore per aver notato e segnalato il plagio (non l'unico, a mio avviso). Ottimo lavoro! ;)

Sirya ha detto...

Ciao io penso che un professionista dovrà fare veramente molta strada per lavorare con grandi editori, e nel percorso che farà capiterà di tutto, come perdere in concorsi come questo, e scoprire che un altro è stato pubblicato al suo posto semplicemente scopiazzando un altro disegno....ci sta!nel senso che è ovvio che è sbagliato...ma fa parte del gioco, non trovi? come in tutti i mestieri, niente è sempice, e niente si ottiene senza fatica o addirittura sputare sangue, quindi secondo me chi vuole diventare un grande professionista nel nostro mestiere è normale incepparsi in situazioni come queste, perche secondo me sono le stesse situazioni che ti fanno crescere, incazzare, e darci ancora piu dentro perche non accetti la sconfitta e quindi sei pronto ad andare sempre avanti. Almeno...questo è stato, e lo è ancora il mio percorso :) e in un certo senso penso che se ad oggi sono soddisfatta dei lavori che faccio è anche grazie ai bocconi amari che ho dovuto mandare giu nel mio percorso professionale. Quindi ragazzi, non vi abbattete mai e sempre pronti a combattere per delle nuove sfide :)

GIANLUCA GAROFALO ha detto...

Certo che si, Sirya, ma questo non toglie che avvisare di certe situazioni chi comincia sia non solo lecito, ma anche auspicabile.
Se scrivo certe cose è perché ci sono passato e non me ne dimentico.
In fondo, farsi gli affari propri è molto più semplice. No?

Sirya ha detto...

Però un momento, anche io sono d'accordo sul discorso che fai inerente alle poche e quasi NULLE informazioni che hanno/non hanno dato, su questo sono d'accordissima anche io, e secondo me hai fatto bene a scriverle queste cose, ma io le scriverei piuttosto per chi ha organizzato il concorso piu che per gli illustratori che hanno partecipato. Si noi dobbiamo stare attenti a queste cose, e secondo me è giusto lamentarsi, perche anche questo fa parte del gioco, l'importante è non farsi prendere in giro a vita, ecco in quel caso un illustratore dovrebbe cominciare a preoccuparsi, perche a quel punto il gioco non vale + la candela...farsi prendere in giro a vita rovinerebbe la propria esistenza.

GIANLUCA GAROFALO ha detto...

Il punto è che credo importante far capire ai miei colleghi che una selezione del genere non è una cosa fighissima. Non è neppure "il demonio". E' un metodo poco rispettoso che alcuni editori utilizzano per il loro tornaconto. Più simile allo sfruttamento che all'opportunità.
Poi si è liberissimi di partecipare, ci mancherebbe, ma con una certa consapevolezza. Sapendo che altri editori molto seri e non tutti enormi, sono disposti a pagare per una sola prova. Ed è giusto così perché fare una prova su richiesta è una PRESTAZIONE PROFESSIONALE e come tale va considerata. Non mi fai un favore a chiederla a me e ad altri cento contemporaneamente. Mi fai un torto.
Questo deve essere chiaro.

Morena ha detto...

c'era da immaginarsi che ci sarebbero state reazioni del genere:)

Elisa Moriconi ha detto...

Io sono d'accordo sul fatto che siano principalmente gli illustratori a dover essere informati. E non perchè, partecipando, commettano "un crimine" o siano da biasimare.

Purtroppo senza esperienza di altro tipo alle spalle e vivendo immersi in un contesto dove quasi tutti i concorsi e le selezioni che possono essere trovati pubblicamente risultano quasi sempre, dove più e dove meno, delle sonore fregature, è quasi automatico che sentir parlare di compenso e contratto faccia sembrare il tutto molto legittimo.

Però parlarne fra di noi serve proprio a questo: far tesoro dell'esperienza di altri che ci sono già passati e imparare a capire quando qualcuno si comporta bene o male nei confronti della nostra categoria.

The Passenger ha detto...

d'accordo su tutto.visto poi il risultato ^_^ !